IL DESTINO IN UN\'ETICHETTA
Elisa Contato
Le lancette sono sull?attenti. Le sei in punto. Inizia all?alba la giornata di Sabrina, che stropicciando gli occhi porta un piede dopo l?altro giù dal letto. La levataccia è uno dei pochi inconvenienti della nuova vita, ma sa che i complimenti degli ospiti la ripagheranno, giungendo immancabili per la pantagruelica colazione e il trattamento riservato.
Infatti, mentre si prepara a dare inizio a un altro giorno, giù in soggiorno i vasetti di marmellata di mirabelle, o meglio, di maribulan, come le chiamano qui nel mantovano, già occhieggiano da sotto i coperchi ricoperti di tessuto a scacchi bianchi e blu, ciascuno ben stretto da un vezzoso nastrino in raso a tono. Così come la confettura di fichi sonnecchia al loro fianco, ben allineata sulla mensola in legno sormontata da un trittico d?arte moderna.
Dalla credenza rustica, imbandita di tutto punto da succhi di frutta, the e infusi, troneggiano le alzate di vetro, che dall?alto del piedistallo mettono in bella mostra le fette di sbrisolona e anello di Monaco, indubbiamente il dolce più sontuoso del periodo natalizio.
Quello della colazione è un rito al ?Rifugio degli Artisti?. E come tale, ha tutto un cerimoniale da rispettare.
Questo sarà il primo Natale che lei e Andrea trascorreranno insieme.
Gli ultimi mesi sono trascorsi in fretta, concitati, colpo di coda di quella frenetica vita meneghina che a Sabrina ormai andava stretta. Basta con sfilate, buyers, eventi mondani. Tagliare col passato è stato inevitabile, troppe cose non ruotavano più per il verso giusto. Neanche sul piano affettivo.
E così, quella che doveva essere una semplice vacanza ristoratrice sull?Oglio, si è rivelata l?occasione per il cambio di rotta della sua esistenza.
«Il vino è come una bella donna. Se trattato con cura, sa darti grandi soddisfazioni». Andrea l?aveva conquistata rimirando un calice di nettare carnale e purpureo, metafora di quel sentimento che stava facendo capolino tra loro. Lui, ristoratore di un?apprezzata locanda mantovana dalla tradizione eno-gastronomica ormai centenaria, aveva fatto breccia nel cuore di lei, rampante stilista milanese di una nota casa di moda. Testimoni dell?evento, un risotto alla pilota e un granato Barbera dell?Oltrepò. Quel vino che non sarebbe mai mancato nel casale ristrutturato dove avevano deciso di andare a vivere, riservando alcune stanze ad uso bed & breakfast.
Per il B&B avevano scelto un nome emblematico, dato che sin da subito la clientela si era caratterizzata da pittori e personaggi alquanto eccentrici, solitamente espositori presso l?ex fabbrica di bambole - riconvertita a galleria d?arte moderna - che aveva reso Canneto sull?Oglio celeberrima.
Ma questa è un?altra storia, e la colazione chiama.
Nel raggiungere il soggiorno, Sabrina scende lemme lemme la scala che dalle camere conduce all?atrio d?ingresso, percependo qualcosa di diverso nella stanza.
Nella penombra, scorge il leggio posto sulla cassapanca. Nessuna traccia del libro degli ospiti, poderoso tomo che raccoglie frammenti d?esistenza transitati al ?Rifugio?.
Preoccupata, si affaccia al soggiorno, dove su un tavolo si svela l?arcano. Dopo l?iniziale smarrimento, seguito da un certo disappunto, arriva il lampo di genio.
Tutto è chiaro. Lo stralunato pittore newyorkese della quattro, durante la notte, ha banchettato con quanto capitatogli a tiro, per poi placare la sete con ben due bottiglie di Barbera! Che, da come recita la dedica, pare avere gradito.
Quei due calici nell?atto del brindisi schizzati sul libro degli ospiti salderanno il conto per lui, che se n?è andato come un?ombra nella notte cannetese di inizio dicembre.
Da tempo, lei e Andrea si allambiccavano il cervello su cosa poter donare come strenna natalizia agli avventori. E la scorpacciata notturna è giunta in loro aiuto. Ogni anno regaleranno pregiate bottiglie di Barbera dalle esclusive etichette d?autore.
Il destino a volte sfugge, anche se lo si ha a portata di mano. Un po? come lo si leggesse dietro l?etichetta di una bottiglia di vino.
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