Menu
Concorso letterario Santa Margherita
MAI PIÙ SENZA

Il primo.
Perché non si scorda mai.
Capodanno 1991. Io, quindicenne acerba e curiosa. Lui, dolce ma deciso.
Uno scontro di attese. Un piacevole stordimento.

E fu la volta del secondo. Un signore.
Francese del ’61. Complice l’estate, il mare, il chiarore della luna… Non ricordo più tutte le volte che avvenne, ma ogni volta fu sensazionale.

Almeno finché non incontrai il terzo.
Toscano, elegante, raffinato. Ma forse troppo per me.

Fu forse questo che mi spinse verso il quarto.
Che sapeva di genuino, di serate in famiglia davanti al caminetto, di dolci fatti in casa, di calore, di felici mattine di Natale.

Ma riuscii a tradirlo con il quinto.
Fu un breve viaggio nel Salento che me lo fece incontrare.
Il tempo di un aperitivo e caddero tutti i miei freni inibitori: un colpo di fulmine.

Ma finì per il sesto. Che mi fu presentato a una cena di famiglia.
Interessante, forte, incisivo.
Ma forse piaceva più a mia madre che a me.

E così con il settimo, giovane e leggero, fu tutto un susseguirsi di riflessioni e tirar di somme.
Tante belle serate insieme…

Ma provai per un periodo a farne a meno.
E furono giorni tristi, bui, vuoti.
Pesava l’assenza del piacere di un aperitivo insieme, di una cena ben accompagnata, di un brindisi speciale.
Del piacevole annebbiamento che talvolta mi provocava, o dell’euforia che spesso esercitava su di me.

Non potevo più farne a meno.

Fu allora che decisi e puntai l’ottavo.
Ne avevo una gran voglia. Le mie labbra febbrili per la protratta astinenza si appoggiarono ansiose su di lui e decisero per me: non sarei mai più stata senza un bicchiere di vino!

Scarica PDF